Wednesday, 1 February 2012

Brocca a forma di testa, 1889.

Van Gogh, Gauguin e la genesi di un autoritratto.
Brocca a forma di testa, Paul Gauguin 1889


Van Gogh voleva di tutto cuore che il suo amico Gauguin lo raggiungesse nel Sud della Francia dove da qualche tempo si era stabilito per studiare una natura che non gli era familiare, pur tra molte ristrettezze. Ulivi, campi di grano e cipressi brillavano alla luce di un sole mediterraneo a lui ugualmente inusuale e di cui voleva condividere la scoperta dando vita ad un sodalizio artistico.

E di questo suo desiderio c'è traccia in molte sue lettere indirizzate sia al fratello Théo che allo stesso pittore francese:


Caro Théo,
ho pensato a Gauguin: se Gauguin vuole venire qui, c'è da pensare al viaggio o a due letti o a due materassi, che in questo caso dobbiamo acquistare.Ma dopo, essendo Gauguin un tipo che si arrangia, è probabile che riusciamo a farci da mangiare a casa.E con la stessa somma che spendo per me , riusciremo a vivere in due.Sai che mi è sempre sembrato stupido che i pittori vivano soli ecc. Quando si è isolati si perde sempre. [...] *

                  * Vincent Van Gogh, 150 lettere
                            ed. Linea d'Ombra 2011, p.263



Finalmente, un giorno di dicembre del 1888 Gauguin si recò nella cittadina provenzale di Arles. Sciaguratamente però, sarà stata forse l'incompatibilità dei caratteri, il suo soggiorno presso il pittore fiammingo si trasformò in un periodo di nove settimane di fuoco e delirio in cui le due grandi sensibilità riunite ed isolate sotto lo stesso tetto arrivarono sino al fronteggiarsi con un rasoio. Lo stesso oggetto con cui, dopo averne brandito la lama minacciosamente per aria, Van Gogh mise in atto il famoso episodio ove, senza alcun motivo apparente, si tagliò il lobo dell'orecchio sinistro. Con il sangue che gli sgorgava copiosamente sul collo, avviluppò poi il pezzetto di carne in dei fogli di giornale e corse al postribolo presso il quale -quando le finanze glielo permettevano- era solito trovare sollievo, per affidarlo alle mani di una prostituta non prima di assicurarsi che venisse trattato con tutte le cure.

Quando Paul Gauguin vide Van Gogh rincasare con la testa insanguinata, prese una paura tale da fargli vacillare le fondamenta di un qualcosa che nell'anima sta tra l'orgoglio, la comprensione e il coraggio. Fu probabilmente per vincere i morsi di questo timore che, ritornato a Parigi qualche giorno dopo, Gauguin volle assistere all'esecuzione in piazza di Prado, vecchio proprietario del caffè degli artisti Le Tambourin, condannato alla ghigliottina per omicidio.

Solo che anche l'esecuzione non andò come doveva andare: la lama cadde di sbieco e in prima battuta mutilò soltanto una parte del volto dell'uomo che con forza bestiale si trasse nuovamente in piedi. Ci volle lo sforzo di parecchie guardie per rimetterlo in posizione e permettere che lama fosse rilasciata una seconda volta provocando infine la caduta della testa di Prado.

Non sappiamo se Gauguin, ritrovò ciò che cercava, ma in seguito a questi avvenimenti scolpì la Brocca a Forma di Testa, un autoritratto in porcellana del 1889 conservato al Kunstindustrimuseet di Copenhagen.

Un'opera che fonde lo stile giapponese di pittura e lavorazione della ceramica invetriata con un concetto di raffigurazione appartenente alla tradizione peruviana -ovvero l'unione della forma umana e quella di un oggetto quotidiano- e non lascia trasparire in fotografia, la forza macabra che è capace di convogliare dal vivo.  




                                                   Niccolò.