Saturday, 21 January 2012

Sullo stesso istante

Il mondo non si è fermato mai un momento, dice la canzone. E siccome io non sono buono a ricordarmi mai le parole oltre al ritornello, continuo giusto per il piacere di cantare, coinvolgendo nel motivetto l’estinzione dei dinosauri e il disegno di questo bel sentiero di laguna che ora sto percorrendo.

Senza prendere fiato -anche se per scherzo- si rivela allora il moto incessante che schiaccia le esperienze ad un singolo accadimento, allo stesso modo in cui è indistinguibile lo scoccare della freccia dal momento in cui la mela viene trafitta.

Mi viene alla mente un’intervista in cui Italo Calvino si era soffermato a spiegare che una volta letto un libro, è come se lo avessimo sempre conosciuto. Che i lineamenti di un pensiero o di un volto siano in grado di trovar la forza, di foggiarsi, anche a ritroso? Le rocce che diedero forma ai Buddha afghani di Bamiyan, le statue e i ciottoli che ne sono rimasti, penso possano trovano lo stesso denominatore nella breve formula: è successo.

Credo sia ancora facoltà umana quella di coglierne la decadenza. 


N.D.